Il mercato della localizzazione del software e dei siti web
continua a registrare forti tassi di crescita e offrirà
ancora per qualche anno interessanti opportunità ai
traduttori dotati delle necessarie conoscenze informatiche o con
la voglia di acquisirle e coltivarle. Questo articolo, pur non
intendendo offrire un quadro esaustivo di cosa sia la
localizzazione in tutte le sue fasi e sfaccettature (a questo
compito, che richiederebbe una trattazione estesa, assolvono bene
alcune delle risorse che segnalo in fondo), si prefigge lo scopo
di illustrare che cosa si intende quando si parla di
localizzazione e di dare un'idea delle sfide che questo settore
presenta per il traduttore, in particolare freelance.
Nel tentativo di spiegare ai neofiti che cosa sia la
localizzazione, si tende spesso a porre l'accento sull'aspetto
dell'adattamento linguistico e culturale a una realtà
locale. In tal modo, qualche collega conclude giustamente che
"localizzazione significa semplicemente traduzione", come è
accaduto recentemente nella lista dei traduttori italiani
(Langit, http://www.vernondata.it/langit/index.html). Di fatto,
un certo grado di intervento di adattamento caratterizza
l'attività di traduzione in quasi tutti i settori, e non
può essere considerato una peculiarità della
localizzazione del software. Nel tradurre un testo commerciale,
legale o pubblicitario, ad esempio, un traduttore professionista
è ben consapevole del fatto che in molti casi una semplice
traduzione letterale ha poco senso, e che certi concetti, formule
o slogan vanno adattati a una diversa realtà sociale,
culturale e/o giuridica. È vero che nella localizzazione
l'intervento di adattamento si estende al di là del livello
puramente linguistico, per investire aspetti tecnici che
però generalmente interessano solo marginalmente il
traduttore indipendente. Le ultime versioni dei più diffusi
sistemi operativi, inoltre, gestiscono ormai molti di tali
aspetti (notazione di data e ora, valute, tipi di carattere,
ecc.) in modo automatico.
Il tentativo di definire la localizzazione in termini di
"adattamento culturale" è forse influenzato dalla parola
stessa e da alcune definizioni ufficiali, come quella della LISA
(Localisation Industry Standards Association), che recita:
"Localization involves taking a product and making it
linguistically and culturally appropriate to the target locale
(country/region and language) where it will be used and sold".
Rispetto a quanto già detto, questa definizione introduce i
concetti di "prodotto" e "vendita". La definizione restringe
quindi il campo ai prodotti commerciali nei quali la componente
linguistica è costitutiva del prodotto stesso, e non un mero
accessorio come potrebbe essere il libretto di istruzioni di un
elettrodomestico. Potrebbe riferirsi quindi, ad esempio, anche a
un prodotto editoriale. Tuttavia il termine è correntemente
impiegato per riferirsi alla localizzazione del software e,
più recentemente, dei siti Web, ed è questo che
conferisce alla localizzazione le sue peculiari caratteristiche
nell'universo della traduzione. In questo campo di
specializzazione si aggiunge uno strato di questioni tecniche,
che d'altra parte si distinguono da quelle che sorgono nella
traduzione di testi tecnici nei settori, ad esempio,
automobilistico o edilizio.
La peculiarità del settore software consiste nel fatto che i
testi da tradurre non si limitano a descrivere una realtà
oggettiva a essi esterna, ma costituiscono essi stessi parte
integrante della realtà descritta, entrano nei suoi
meccanismi quali componenti. La responsabilità del
traduttore-localizzatore non si limita a garantire la chiarezza e
la comprensibilità nei confronti dell'utente-lettore, ma
anche il corretto funzionamento del programma localizzato. Il
software manipola i testi sotto forma di stringhe di byte, li
memorizza su supporti magnetici, li visualizza, li stampa. I
comandi si danno inserendo o selezionando del testo, altro testo
spiega interattivamente all'utente il funzionamento del programma
e lo avvisa di eventuali condizioni di errore. Vi può
inoltre essere la necessità di tradurre testo inserito in
grafici. Eventuali errori tecnici nella traduzione di tali testi
possono portare a malfunzionamenti del programma. L'esigenza di
gestire tali aspetti tecnici fa sì che al traduttore che si
occupa di localizzazione siano richieste specifiche competenze
tecniche. D'altra parte tali competenze non sono sufficienti per
la gestione integrale di un progetto di localizzazione, nel quale
è necessario l'intervento di altre figure professionali, in
particolare programmatori e grafici.
Un progetto di localizzazione comincia nel momento stesso della
creazione di un prodotto software, con la sua
internazionalizzazione. Con questo termine si intende la
progettazione del software in modo che sia successivamente
possibile e agevole localizzarlo. Tutto il testo traducibile deve
essere scorporato dal codice del programma e reso da esso
indipendente. Ciò significa anche che il codice non deve
smontare le unità testuali di significato. L'unità
minima di significato compiuto in ogni lingua è un qualcosa
che corrisponde più o meno al nostro concetto di "frase", e
che gli strumenti di CAT/TM (Computer Aided
Translation/Translation Memory) tentano di individuare quando
suddividono il testo in "segmenti". Avveniva spesso in passato
che il codice dei prodotti software intervenisse a un livello
più basso della frase, sulle singole parole. I programmatori
infatti, non essendo linguisti, erano preda della comune
illusione che la differenza tra le lingue consista semplicemente
nell'uso di parole diverse, che tuttavia indicano gli stessi
concetti e sono messe insieme nello stesso modo. Le aziende di
medie e piccole dimensioni si affidano ancora spesso a tecniche
di programmazione “creative”, che possono creare non
pochi problemi a chi è chiamato a localizzare i loro
prodotti. Accade ad esempio che il programmatore decida di
costruire i messaggi di interfaccia mettendo insieme porzioni di
testo in modo dinamico. Si può avere qualcosa del
genere:
"The" + "file " + "was" + "successfully" + "deleted"
"The" + "tables" + "were" "successfully" + "updated"
Il cliente, soddisfatto di aver risparmiato occupazione di
memoria e costi di traduzione per due parole su dieci, fornisce
al traduttore i seguenti segmenti:
"The"
"file"
"tables"
"was"
"were"
"successfully"
"deleted"
"updated"
Il traduttore fa del suo meglio e traduce:
"The" = "Il"
"file" = "file"
"tables" = "tabelle"
"was" = "era"
"were" = "erano"
"successfully" = "con successo"
"deleted" = "eliminato"
"updated" = "aggiornato"
Provando a rimontare le frasi, si constata come un tale metodo si
riveli un disastro. Fortunatamente, le grandi società di
software si sono ormai rese conto di che cosa significhi
traduzione, e seguono rigorosi criteri di internazionalizzazione
dei propri prodotti.
Quando un prodotto software è internazionalizzato, al
momento di deciderne la localizzazione sono già disponibili,
distinti dal codice vero e proprio del programma, i sorgenti
traducibili dei vari componenti: interfaccia, guida in linea,
documentazione ed eventuale materiale collaterale. Tutto questo
materiale è ormai quasi sempre pretrattato con uno strumento
di CAT/TM, che ne esegue la segmentazione e l'eventuale
pretraduzione a fronte di materiale già tradotto per
edizioni precedenti dello stesso prodotto o di prodotti simili. I
file così trattati, insieme a materiale di riferimento e
glossari, sono passati al traduttore, interno o esterno, che li
traduce, utilizzando lo stesso o un altro strumento di CAT/TM, e
li restituisce. A questo punto intervengono tutte le successive
fasi di compilazione, controllo qualità, DTP e quant'altro
occorre per giungere al prodotto finale localizzato. Ciò
interessa marginalmente il traduttore, soprattutto se
indipendente, mentre i traduttori interni possono avere un certo
coinvolgimento anche in queste fasi.
Per lo svolgimento del proprio compito all'interno del progetto,
al traduttore-localizzatore di software è richiesta non solo
la conoscenza degli standard terminologici e stilistici (tali
informazioni sono contenute nei glossari e manuali di stile), ma
anche la capacità di destreggiarsi agevolmente fra strumenti
informatici (editing, CAT/TM, localizzazione interfaccia), e
aspetti tecnici (conoscenza di formati di file, comprensione
della struttura e del funzionamento di base di un prodotto
software). Una conoscenza delle basi della logica di
programmazione è utile, soprattutto in quei progetti ancora
poco standardizzati, come la localizzazione delle pagine Web
dinamiche, che richiedono particolare attenzione da parte del
traduttore per non alterare il codice eseguibile.
I localizzatori devono inoltre costantemente investire in
attrezzature hardware e programmi software aggiornati. Oltre ai
comuni programmi per ufficio e Internet, è ormai
indispensabile un software di traduzione assistita. Sono utili
anche strumenti software in grado di gestire e convertire diversi
formati di file e database testuali, un collegamento a Internet
veloce e permanente per la gestione dei progetti di
localizzazione di siti web, nonché la disponibilità di
versioni installate dei più diffusi sistemi operativi, sulle
quali verificare le procedure descritte e i dubbi terminologici
che i glossari non sono in grado di risolvere.
Il mercato della localizzazione impone ai traduttori esigenze
stringenti in termini di tempi e costi. Vi è la
necessità di uscire sul mercato con il prodotto localizzato
in un momento il più possibile ravvicinato a quello
dell'uscita del prodotto originale, se non addirittura in
contemporanea (la cosiddetta "simship"). Grossi progetti sono
quindi suddivisi fra più traduttori, che lavorano su un
prodotto ancora in fieri. Occorrono doti di intuizione per
comprendere il funzionamento di un programma non ancora
terminato, la funzione di stringhe che appariranno in schermate
non ancora disponibili. È necessario un flusso continuo di
informazioni tra i vari componenti del team per risolvere
problemi di mancanza di contesto e per garantire una coerenza
complessiva all'interno del progetto.
Le stesse esigenze di contenimento di tempi e costi sono il
motivo principale dell'utilizzo di strumenti di traduzione
assistita (altri motivi dovrebbero discendere da considerazioni
di migliorata coerenza e quindi della qualità complessiva).
Dall'uso di tali strumenti possono tuttavia scaturire problemi.
Uno di questi riguarda la segmentazione del testo sorgente.
Nonostante la possibilità offerta generalmente dagli
strumenti di CAT/TM di personalizzare le regole di segmentazione,
spesso i risultati non sono soddisfacenti, soprattutto a causa di
una cattiva formattazione dell'originale, con presenza di ritorni
a capo manuali o di cornici e caselle che non rispettano criteri
di suddivisione logici ma unicamente estetici. Si ripresentano
quindi problemi simili a quelli già esaminati in riferimento
ai prodotti software da localizzare che "smontano" i testi.
Purtroppo non è facile convincere chi crea i testi originali
che occorre rispettare determinate regole di formattazione, le
quali servono a facilitare non solo il lavoro di traduzione, ma
anche quello di impaginazione, di aggiornamento e in generale di
gestione dei testi. The PC is not a typewriter, scriveva
Robin Williams nel 1995, ma ancora oggi molti utilizzano il
computer proprio come se fosse una macchina per scrivere.
La cattiva segmentazione è una delle cause di risultati
scadenti della pretraduzione, con la sostituzione di segmenti non
corrispondenti. Altra causa è il riciclaggio di memorie di
traduzione mediocri. Il traduttore che si trova a dover
intervenire su un testo parzialmente pretradotto dovrebbe quindi,
per garantire la qualità e la coerenza del risultato finale,
intervenire anche sui segmenti pretradotti, ma a volte tali
interventi non sono autorizzati o non sono retribuiti. Vi sono
altri usi impropri degli strumenti di CAT/TM, come eliminare dal
materiale fornito al traduttore i segmenti pretradotti, lasciando
unicamente i segmenti ancora da tradurre, che risultano così
privi di contesto; oppure non mettere a disposizione dei
traduttori le versioni originarie dei testi da tradurre, che
permettano di verificarne la formattazione e l'aspetto.
In definitiva, vi sono diversi aspetti peculiari della
localizzazione che richiedono al traduttore una particolare
attenzione. La dote della precisione, direi della
meticolosità, è indispensabile in questo settore. Per i
traduttori che ne sono dotati e che non sono intimiditi
dall'amico PC, il mercato della localizzazione può schiudere
prospettive interessanti.
L'argomento della localizzazione è molto vasto ed è
lungi dal poter essere esaurito in un articolo. Rimando quindi i
colleghi interessati alle risorse qui elencate.
(Articolo pubblicato nel n. 2 - gennaio 2001 - di Tradurre,
pubblicazione periodica della Italian Language
Division dell'ATA)