Nel primo articolo di questa serie ho illustrato il concetto di Web 2.0, il suo interesse per il localizzatore; ho chiarito la differenza, nei siti Web 2.0, tra contenitore e contenuto. Nel secondo articolo ho mostrato alcuni possibili approcci alla localizzazione del contenitore. In questo terzo e ultimo articolo mostrerò come è possibile affrontare la localizzazione del contenuto.
Xoops rende disponibile un modulo per la gestione di siti multilingue, Xlanguage. Questo modulo consente di creare un sito dove il contenuto è disponibile in più lingue. È una soluzione specifica per Xoops, mentre altri pacchetti CMS adottano soluzioni diverse o non ne adottano affatto, a conferma della mancata standardizzazione delle tecnologie Web per quanto riguarda l'internazionalizzazione (e non solo).
In questa dimostrazione non utilizzerò tale componente, la cui installazione e gestione è di competenza del webmaster, ma procederò direttamente alla traduzione in italiano di parte del contenuto del sito di esempio.
Quando è richiesta la traduzione del contenuto di un sito gestito con un CMS, è generalmente il webmaster a occuparsi dell'estrazione del contenuto, che può essere reso disponibile al localizzatore in vari formati, a seconda dello strumento utilizzato per l'estrazione. Nella maggior parte dei casi si tratterà di un formato comune, ad esempio una tabella Word. In questa dimostrazione vedremo invece come gestire un formato più complesso, un'estrazione SQL. È un caso che può capitare se il database è gestito tramite phpMyAdmin, uno strumento open source molto diffuso per la gestione di base dei database MySQL.
Nella schermata sottostante si può vedere parte del contenuto dell'estrazione SQL dal database.
Il contenuto localizzabile (testo facente parte degli articoli inseriti come esempio) è racchiuso tra apici. La codifica del testo è UTF-8 e le righe sono terminate da LF, una caratteristica dei sistemi Unix-like.
Trados non sembra disporre di un filtro adatto per questo tipo di file. Quindi, che lo si voglia tradurre con Wordfast 5, con Trados Workbench o con Trados TagEditor, sarà necessario eseguirne il tagging. Anche in questo caso utilizzeremo Tortoise Tagger, creando una taglist apposita per il formato SQL. Le istruzioni necessarie sono le seguenti:
L'intera taglist è disponibile nel file SQL_tags.txt.
Per applicare la taglist al file SQL:
TortoiseTagger eseguirà il tagging del file, creando il corrispondente file DOC, per tradurre il quale si potrà utilizzare Wordfast o Trados Workbench/TagEditor. Terminata la traduzione, occorrerà naturalmente eseguire il cleanup e il salvataggio in formato testo (codifica UTF-8, estensione SQL).
Con DVX è possibile utilizzare il filtro per Javascript per importare il file SQL, in quanto anche in Javascript il testo traducibile si trova racchiuso tra apici. Riutilizzeremo il progetto già creato in precedenza: in DVX è infatti possibile importare nello stesso progetto file di tipo diverso.



Sia che abbiamo utilizzato Trados TagEditor, Trados Workbench, Wordfast 5 o
DVX, disponiamo ora del file xoops_stories-tabel_2008-06-01.sql localizzato in
italiano. L'amministratore del sito si occuperà di reimportare tale file nel
database MySQL per visualizzare il contenuto localizzato nel sito Web:
La bibliografia/sitografia è disponibile nella prima parte dell'articolo.